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Sostegno psicologico alla genitorialità a rischio e prevenzione del disadattamento infantile
Questo sito nasce all’interno del Progetto finanziato dal Ministero della Salute indirizzato al “sostegno psicologico alla genitorialità a rischio e prevenzione del disadattamento infantile”.
Alla base di questo Progetto vi è il riconoscimento che durante la gravidanza e nel corso del primo anno di vita del bambino o della bambina si possono verificare difficoltà e situazioni di rischio che possono interferire con il comportamento genitoriale e con lo sviluppo del bambino. Ad esempio in questo periodo possono emergere nella donna reazioni e stati depressivi, che riguardano circa una donna su dieci.
E quello che rende più insidioso il riconoscimento dello stato depressivo materno è il fatto che su ogni madre si esercita una forte pressione familiare e sociale che la spinge a mostrarsi felice per la sua maternità anche se si sente a disagio. Va anche ricordato che, pur vivendo ogni donna in modo positivo l’arrivo del figlio, emergono in questo periodo preoccupazioni sull’andamento della gravidanza, sul parto, sulla salute prima del feto o poi del bambino che è nato che sollecita ogni donna a fare del proprio meglio e a verificare che tutto proceda nel migliore dei modi. E a volte queste preoccupazioni possono diventare insistenti, addirittura ossessive, da non lasciare tregua alla donna, costretta a rassicurarsi continuamente per allontanare queste idee disturbanti. E’ possibile che questi stati mentali della donna possano interferire con le capacità materne: ad esempio se una donna è depressa può essere preoccupata di non essere una brava madre e di non saper allevare e crescere il figlio. Questo lo possiamo osservare bene quando una madre allatta il figlio nei primi mesi. Nella maggior parte dei casi le madri assecondano le esigenze e i tempi del figlio creando un ritmo di scambio condivisi, tuttavia quando la madre è depressa può succedere che si comporti in modo intrusivo senza rispettare, ad esempio, i ritmi alimentari del bambino. In altre situazioni la madre che presenta depressione si comporta in modo distaccato, non riesce a coinvolgersi col figlio e dimostra un atteggiamento abulico e privo di iniziative. Tuttavia va sottolineato che la depressione, pur influendo spesso sulle capacità materne, non vuole dire sempre incompetenza genitoriale, infatti ci sono madri assolutamente capaci di prendersi cura e di interagire col figlio.
Per evitare le conseguenze negative della depressione materna è auspicabile che questa condizione sia riconosciuta fin dalla gravidanza da parte dell’ostetrico o del Consultorio Familiare, tenendo presente che una precedente storia di depressione oppure esperienze traumatiche passate possono predisporre ad una riemergenza della depressione. A questo proposito sono a disposizione oggi  questionari relativamente sensibili.